rosso

Trovarsi, finalmente, ad avere tempo per risistemare quei fazzoletti di terra nella nostra mente ed accingersi a trasformarli in “orti”. Piccoli francobolli di terra, cinti da muretti in pietra, che vanno ripuliti, arati, concimati, seminati, irrigati per giungere, infine, a godersi brevi o lunghe passeggiate tra “pensieri”: frutti preziosi di questi “orti”.

Eccomi

Utente: Gliorti
A nulla servon gli anni, le gioie e le sconfitte, pensiero volgare non muore, si perde e ritorna. Col preoccupante silenzio d'attesa, col tempo per strada ed inquietudine per compagna.

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champagne e cacio

mercoledì, 28 marzo 2007

Del senso di identità……

grappolo d

Mi rendo conto che in un mondo globalizzato lo sfogo che vado appresso a fare è anacronistico.

Ma questo blog serve anche a sfogarsi o no?

Oggi, anzi da un paio di giorni si riparla di elezioni amministrative nel comune che ho nel cuore.

Non ho ereditato da mio padre solo il cognome o la terra, ma anche il senso di appartenenza al suo paese.

Fra tredici mesi, circa, si torna alle urne, schiantati, con le mani in alto in gesto di resa, e si andrà a votare per il pirla di turno, che, dopo aver convinto coalizioni di tutti i colori con aria fritta, si impadronirà dello scranno per stare per cinque anni con lo sguardo rivolto altrove ( un puntino  sul muro, forse una cacchetta di mosca).

E allora diciamocela la verità:

quando andavamo in giro con ciocie siamo riusciti a fare della nostra posizione geografica, centrale rispetto alla valle, il punto di incontro di tutti i paesi, e del nostro paese il traino per tutti gli altri.

Siamo riusciti ad avere il più completo snodo viario, il più prestigioso museo, l’unica vera biblioteca pubblica,  impianti sportivi all’avanguardia per  non parlare del galoppatoio e del kartodromo.

Annoveriamo fra le nostre genti chi ha impiantato, primi fra tutti, vitigni che ci hanno premiato con una DOC e la sagra di questo vino di fa altrove.

Eravamo conosciuti in giro, nelle regioni limitrofe,  per il fagiolo cannellino di Atina, ed ora ‘sto fagiolo è diventato il fiore all’occhiello altrove.

Abbiamo creato il primo ed unico vero centro per le attività commerciali, e coloro che dagli altri paesi ci hanno sempre remato contro ora aprono attività commerciali da noi.

Siamo il paese con la più altra densità di abitanti e non riusciamo più ad esprimere neanche un consigliere provinciale.

Abbiamo l’unico presidio sanitario valligiano, come prima avevamo l’unico  ospedale, e non riusciamo ad imporre la nostra volontà sulle scelte aziendali.

Nel nostro territorio hanno sede la comunità montana e l’ufficio distaccato dell’ente del turismo e facciamo finta che non ci siano.

Abbiamo la storia più antica e più illustre di tutta la valle e non siamo riusciti ad avere una sede distaccata dell’università ( da ricordare che le vanno offrendo a destra e a manca, da quanto il vecchio corso universitario si è moltiplicato come con i pani e con i pesci di evangelica memoria).

Cosa manca? Le menti in grado di ricompattare le fila? Nossignore, abbiamo anche quelle, che se ne stanno tranquille a cosuccia loro, in attesa che un miracolo cambi l’assetto attorno a loro.

Manca una cosa sola. Che un gruppo di audaci tenti di dare la sveglia ai dormienti, prima che gli ultimi barbari ci tolgano di sotto finanche la sedia su cui siamo TUTTI seduti.

Ritengo, e non sono la sola!, che bisogna tentare.

Abbiamo tredici mesi per trovare il terreno adatto, arare, diserbare, scavare buche, disegnare filari, piantare pali che sorreggano le esili piantine che dovranno darci di nuovo i frutti che tutti abbiamo assaggiato, di cui tutti ci siamo serviti a piene mani, abbandonandoci nel contempo all’ozio, senza ricordarci che il lavoro andava fatto in continuazione, per evitare che la vigna andasse in malora.

Fra tredici mesi potrà arrivare una grandinata che ci distruggerà tutto il raccolto?

E allora? Avremo avuto modo di coltivare un sogno….quel sogno che io sogno, che tu sogni, che loro sognano, e che potremo provare, per un'altra volta ancora, a sognare tutti insieme.

Postato da: Gliorti a 17:28 | link | commenti (8) |
diario

lunedì, 26 marzo 2007

Mentre cercavo uno scritto di Hobbes sulla presunta spontaneità dell’uomo come animale sociale, e supposta sua spinta verso il suo simile da  sentimenti di benevolenza…mi scivola l’occhio su una favoletta di Esopo….

goliaUna lepre correva a perdifiato nel tentativo di sottrarsi agli artigli di un’aquila,…ormai allo stremo delle forze chiese aiuto ad uno scarabeo.

Lo scarabeo pregò l’aquila di risparmiare la lepre che aveva chiesto asilo presso di lui. L’aquila, forte del suo ruolo di animale caro al capo dell’Olimpo, con sdegno agguantò la lepre e la condusse nel suo nido per papparsela. Lo scarabeo da quel giorno non perdette più di vista il nodo dell’aquila: appena essa deponeva le uova, saliva su a volo, e le faceva rotolare facendole spiaccicare sul costone della montagna. Questo sino a quando l’aquila decise di ricorrere a Zeus scongiurandolo di trovarle un luogo sicuro per covare. Zeus le concesse di deporre le uova nel proprio grembo, ma quando lo scarabeo se ne avvide fece una pallottola di sterco, si levò in volo e, giunto sopra il grembo del dio, ve la lasciò cadere. Zeus, per scuotersi di dosso lo sterco, si alzò e, senza avvedersene, gettò a terra le uova”

davideLa causa della paura reciproca consiste in parte nell’uguaglianza naturale degli uomini, in parte nella volontà di nuocersi l’un l’altro. Da questo deriva che non siamo in grado di attenderci da altri la nostra sicurezza, né di garantircela noi stessi, in quanto, se consideriamo con quanta facilità un uomo debolissimo possa ucciderne uno più forte, non c’è motivo per cui qualcuno, fidando sulle sue forze, si creda superiore agli altri per natura, ....ecco come il processo di socializzazione nasca da una ragione calcolante, l’istinto di conservazione.

Postato da: Gliorti a 18:45 | link | commenti (1) |
filosofia

domenica, 25 marzo 2007

Trecento….

eran trecento

Ecco un pessimo modo per raccontare la storia!

Sembra di essere immersi in un videogame, di quelli che vengono propinati ai giovani d’oggi.

Serse riesce ad essere  la brutta copia di Michael Jackson rasato,  sopracciglia rase e dipinte con matita nera, labbra incorniciate da  matita e unte di rossetto, unghie con prolunghe d’oro e una tonnellata fra anelli, bracciali, collane e piercing distribuiti ovunque su un corpo palestrato.

Palestrati pure Leonida e i suoi trecento opliti. Belli da sballo. Tutti. Evidentemente oltre a gettare dalle rupi i bimbi deformi, gettavano anche i brutti.

Da parte persiana invece, tranne pochi eletti ad ambasciatori o generali, mostri a gogò.

Il traditore Efialte viene ridotto alla stregua del gobbo di Notre Dame.

Uso smisurato di un bestiario, mezzo mitologico, con goffi elefanti e rinoceronti corazzati, la guardia scelta persiana presa dai “morti viventi”.

Ovviamente in questa storia cinematografica non manca una antesignana contessa di Castiglione, la moglie di Leonida, che rimasta nella reggia pensa di convincere gli altri spartani a raggiungere il marito concupendo il “politologo” del posto.

Il quale prima se la cucca e poi la sputtana. La contessa  risolve l’intricato caso politico affondando la lama di una spada nel suo ventre. D’altronde è pur sempre una spartana!

Analisi politicall correct:

1. visto con gli occhi di chi lo ha girato…..il tentativo di un nutrito gruppo alleato che cerca di estirpare la dittatura in uno stato retto dalla forza bruta (Sparta) per portare cibo, donne e felicità (Serse).

2. visto con “altri” occhi….il tentativo estremo di un manipolo di audaci che tenta di opporsi allo straripante dominio colonizzatore di una potenza, che difatti arriva in Grecia con truppe raccattonate lungo tutto il percorso di conquista (?), per dar modo al resto delle polis di capire cosa stia accadendo e di coalizzarsi per ricacciare in mare il male!

Quanto sopra  molto liberamente  tratto dal Libro VII delle “Storie” di Erodono.

Post scriptum ….i trecento spartani che morirono alle Termopoli si “suicidarono", ritirata e prigionia non erano previste nel loro codice d’onore. Per quanto possa sembrare strano a inventare la strategia del “kamikaze” non sono stati né i giapponesi né i fondamentalisti islamici.

Oltre agli opliti di Leonida, la storia narra degli Zeloti (intransigente setta ebraica), che in uno scontro con i romani (altra epoca, altri conquistatori) si sacrificarono sino all’ultimo uomo. E coloro che non riuscirono a morire in battaglia si uccisero con le proprie mani.

Postato da: Gliorti a 16:58 | link | commenti (8) |
diario, se vado al cinema

venerdì, 23 marzo 2007

Del difficile mondo di una giovane studentessa……

L'etica al tempo degli scimpanzé
"Morale ereditata dai primati"….

professor King Kong

Distinguere fra il bene e il male, fra ciò che è giusto e sbagliato, agire per il bene della collettività anche a discapito dei propri interessi: sono manifestazioni di quel senso etico ritenuto caratteristico della specie umana. Eppure, non sono comportamenti solo nostri: anche i primati agiscono in base ad una sorta di "moralità", da cui per via evolutiva discenderebbe quella umana…..

Scimmie e primati adottano comportamenti di grande sensibilità ed attenzione nei confronti dei propri simili. E' stato osservato, ad esempio, che gli scimpanzè, che non sanno nuotare, affogano nel tentativo di salvare altri animali caduti in acqua…..

piuttosto che accaparrarsi del cibo tirando una catenella che contemporaneamente dava una scarica elettrica ad un altro animale, le scimmie rhesus preferiscono rimanere a digiuno per diversi giorni: esempi di comportamenti sociali indirizzati al benessere degli altri all'interno di un contesto sociale, che la scienza ritiene precursori in linea evolutiva della moralità umana…..

dopo un combattimento fra scimpanzè, ad esempio, gli animali si affrettano a consolare quello che ha perso. Ma l'impulso alla consolazione implica un livello evoluto di empatia e di consapevolezza, che solo le scimmie antropomorfe e l'uomo sembrano avere: un precursore fondamentale per lo sviluppo di un senso morale…..
tutto ciò nel momento in cui mi sto sparando in testa l’Etica Nicomachea di Aristotele!

Ora che faccio? Leggo il trattato sull’etica di King Kong, o vado a lezione da una bertuccia?

Postato da: Gliorti a 06:24 | link | commenti (1) |
filosofia, lettoingiro

mercoledì, 21 marzo 2007

Hai capito il Silvio Shakespeare…..!

sogno di una notte di mezza estate

Novello bardo della Mole Antonelliana, la cicogna della Dora Riparia…..

Ha tentato di riproporre il  Sogno di una notte di mezza estate... per godersi le  erotiche piacevolezze narrate a proposito di Antonio e Cleopatra, ....riuscendo a metter su solo un circo con Molto rumore per nulla, ..... rischiando di sentirsi anche lui dire tu quoque brute fili mi, da coloro che  avevano dato ad una città, ch'era stata libera, l'abitudine di servire, in parte per timore, in parte per rassegnazione. 

Giusto in tempo per le Idi di marzo del 2007!

Postato da: Gliorti a 17:27 | link | commenti |
ridiamoci sopra

martedì, 20 marzo 2007

…..niente sesso, siamo Bdelloidea….

Questi “cosi”, qui sotto ritratti, stanno dimostrando alla comunità scientifica tutta che non solo non serve fare sesso per la riproduzione, ma neanche necessita per l’evoluzione della specie…zitti, zitti…anzi soli, soletti, self made, sono riusciti a diversificarsi  in 300 specie diverse.

quelli che....hanno capito tutto

Come dire “ abbiamo inutilmente fatto sesso per milioni di anni pensando alla riproduzione mentre l’unica cosa che dovevamo fare  era fare sesso per divertirci”.

Ecco un altro esempio di come riusciamo a complicarci la vita!

 

Postato da: Gliorti a 15:29 | link | commenti (2) |
filosofia, lettoingiro

sabato, 17 marzo 2007

...qualcuno afferma che siamo cinquant’anni indietro dalla più grande democrazia del mondo…e meno male.

Ci stiamo  ancora cullando nell’era kennediana,  l’epoca in cui tutti sapevano delle amanti del Presidente, e dei ricicli delle pupe  ai suoi fratelli, la libera america in cui una bionda provocante cantava “ happy birthday, mister president”….

Meno male, altrimenti bisognerebbe fare un sexgate al giorno con l’unica, evidente, soluzione, per non distorgliere chi è deputato alle cose dello Stato, di costringere gli stessi all’uso del cilicio.

piccolo assortimento di gadget penitenziali

(ad ogni buon conto, considerando che la storia è inarrestabile, meglio prepararsi per l’epoca clintoniana, CARI SIGNORI)

Postato da: Gliorti a 08:38 | link | commenti (14) |
diario, pensieripensati

mercoledì, 07 marzo 2007

…nelle opulente società dell’Occidente i consumi sono oramai concepiti con un “linguaggio sociale”, non più rispondenti alla soddisfazione dei bisogni primari, ma solo rispondenti alla costruzione e comunicazione del proprio status, e alla comprensione di quello altrui.

Una folle corsa a enfatizzare il significato simbolico delle merci, occultando qualsiasi riferimento ai bisogni fondamentali dell’uomo e della natura….

Sunto di uno dei temi cari a Jean Baudrillard, spentosi ieri.

senza titolo

Ed ecco a spese di chi avviene tutto ciò

Postato da: Gliorti a 09:35 | link | commenti (2) |
filosofia

lunedì, 05 marzo 2007

Quando si dice veggenza…..

1975 ….

A seguito di una terribile crisi energetica, alcuni scienziati mettono a punto strumenti in grado di convertire in  energia elettrica la "ginnastica" da alcuni chiamata  "attività sessuale"….in tutto il mondo si pianificano “centrali dell’amore”, con la benedizione della Santa Sede.

“Conviene far bene l’amore”….Pasquale Festa Campanile.

2007

Un centro per il fitness club di Hong Kong sara' il primo a dotarsi di macchinari in grado di convertire il sudore e l'energia spesa in energia elettrica per il club stesso

petrolio

 

(scommettiamo che appena si sarà messo a punto un sistema per liberarci dal giogo petrolifero, con tutto ciò che ne consegue, attraverso il recupero delle  energie scatenate dai convegni amorosi diventeremo tutti casti?)

 

Postato da: Gliorti a 17:11 | link | commenti (1) |
lettoingiro

giovedì, 01 marzo 2007

socrate

 

 

Sei    plato

autori

 

 

in cerca di un personaggio:     aristotele

sant

 

 

 

il cittadinorousseau

 

 

 

dewey

 

 

 

"ideale"

 Il cittadino giusto, che si preoccupa dei problemi del mondo in cui vive e attraverso la equa gestione di essi, dei propri. Sinceramente preoccupato per il bene sociale, è il cittadino modello a cui ciascuno dovrebbe tendere, o meglio, a cui ogni società aspira.

Postato da: Gliorti a 17:22 | link | commenti |
filosofia, pensieripensati

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