
Trovarsi, finalmente, ad avere tempo per risistemare quei fazzoletti di terra nella nostra mente ed accingersi a trasformarli in “orti”. Piccoli francobolli di terra, cinti da muretti in pietra, che vanno ripuliti, arati, concimati, seminati, irrigati per giungere, infine, a godersi brevi o lunghe passeggiate tra “pensieri”: frutti preziosi di questi “orti”.
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A nulla servon gli anni,
le gioie e le sconfitte,
pensiero volgare non muore,
si perde e ritorna.
Col preoccupante silenzio d'attesa,
col tempo per strada
ed inquietudine per compagna.
...LATTE E MENTA...
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Un angolo del giardino delle fate è stato occupato abusivamente da un boschetto di canne. L’occupazione è avvenuta spontaneamente, e silenziosamente, solo stamane mi sono accorta di come esse stiano allargando i propri confini…e mi è venuto in mente un titolo di Deledda: “canne al vento: star vigili come le canne sopra il ciglione che ad ogni soffio di vento si battono l'una all'altra le foglie come per avvertirsi del pericolo…. le canne che sopportano i venti più tenaci, chinandosi per accompagnare il momentaneo disturbo, riuscendo così a restare ancorate a terra, impedendo di essere strappate via….”piegarsi ma non spezzarsi” è il loro motto, ed io se avessi ancora qualche grano di sale in zucca dovrei prendere esempio da loro.
Sono invece legata ad un boschetto di acacie, in cui mi identifico, che viene in parte distrutto dai temporali. Ogni volta che scoppia un temporale scopro che alcune di loro non ce l’hanno fatta, le trovo schiantate, si sono spezzate pur di non piegarsi.
Ma come si fa a nascere acacia e diventare canna?
ALVEARI MIGLIORI SE L'APE REGINA HA MOLTI PARTNER....Ansa 22.07.2007






ecco una notizia che non può passare sotto silenzio
( da copiare anche per le altre specie, per vedere l'effetto che fa!)
...e quindi mi trasferisco su di una costola degli orti, nel tentativo di risistemare alcuni carteggi sparsi nella memoria.....
in terra di lavoro.
....è sorte mia che ogni qualvolta trovo un argomento dilettevole con cui baloccarmi, "qualcuno" si senta in dovere di richiamarmi all'ordine....
sono costretta ad abbandonare deliziosi sproloqui intorno alla gola e restare ben lontana da sollazzevoli indagini lussuriose....
m'attocca una ricerca, e pure corposa, sugli ex-voto nella mia Valle.....

a voi che potete.....buone vacanze.....
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La seconda ci moltiplica…..
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Etimologicamente parlando, la lussuria significa esuberanza di vegetazione, uso smoderato di cose deliziose, lusso….
Quindi…adoriamo circondarsi di una vegetazione esuberante, la qual cosa ci conforta l’animo e rasserena la mente, non ricordo di controindicazioni a questo.
E perché mai dovremmo vergognarci dell’uso di cose deliziose? A qualcuno forse piace condurre la vita circondandosi di cose repellenti e disgustose?
Indi, la lussuria rende delizioso ed esuberante un atto senza il quale il mondo sarebbe un deserto.
La lussuria di cui trattiamo è quel particolare sentimento di godimento edulcorato dal significato nefasto e peccatorio che è stato ad esso attribuito soprattutto da una nascente filosofia il cui capostipite si chiamava Paolo.
Proviamo a pensare ad essa con l’occhio del giusto mezzo. Così come anoressia e bulimia sono gli estremi negativi della sana gola, così potremmo definire l’astinenza e l’erotomania, satiriasi o ninfomania che sia, gli estremi della lussuria.
La paura di esprimere apertamente, a causa di vessazioni educative, questo concetto, non ci permette di renderci conto dell’errore quando indugiamo nel considerare la lussuria come un comportamento vergognoso e abietto.
Ordunque…per chiarire il concetto: se l’anoressia e la bulimia sono oramai considerati comportamenti “devianti” della sfera dell’alimentazione, e nessuno di noi si sognerebbe mai di denigrare individui “golosi”, coloro che vanno a caccia di cibo e vini DOC, tacciandoli da svergognati e abietti peccatori (peraltro in Italia esiste una famosa associazione che si occupa prevalentemente di scovare tutte le golosità possibili ed immaginabili), come è possibile che ancora non si riesca a comprendere che la lussuria è un comportamento di piacere, e null’altro?
Mentre scrivo sto addentando due fette sottili di pane casereccio, di quello buono dopo qualche giorno dall’uscita dal forno, farcite da un prosciutto friulano, tagliato a lama di coltello, con una larga ornatura di grasso, reso particolarmente untuoso dalle alte temperature
Se riuscissimo a strapparci di dosso questa occidentale catto-castratura, potremmo finalmente apprezzare tutto quanto la cultura orientale ha lasciato disseminato nei millenni….e tanto per citarne qualcosa, i “libri del cuscino”….che racchiudono i segreti della camera da letto.
Alla loro scoperta puritanesimo e pregiudizi sessuali impedirono la divulgazione di una lettura che, oltre ad insegnare come rendere il gioco dell’amore piacevole ed affascinante, è un condensato di liricità ….
Ho pulito il cuscino e la stuoia,
e ho riempito il bruciatore d’incenso prezioso.
Ora chiudiamo i battenti della porta con la serratura dorata,
e accendiamo una lampada per riempire la stanza del suo chiarore,
mi libero della vestaglia,
mi tolgo il trucco,
e stendo il rotolo dipinto sul bordo del letto,
come istruttrice sceglierò
in vece di queste rime, solo involtini primavera.
Afrodisiaco……
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Ogni volta che apro il frigo una zaffata tartufesca mi assale alle narici.
Da qualche giorno un paio d’etti di neri tuberi staziona al fresco in attesa che l’esito di una indagine casalinga mi permetta di scoprire dove è andato a nascondersi l’affetta tartufo…..
Afrodite, amore, bellezza, sensualità, lussuria….non poteva che essere la madrina di questo ed altri doni della natura.
La dea che spiegò agli uomini la intima connessione fra talamo e desco, cercando di aiutare i mortali a stimolare e potenziare la sessualità, l’eccitazione amorosa. In questa magia lussuriosa venivano impiegati gli alimenti più disparati, dai genitali d’animali a frutti e verdure di forme falliche….
Con l’allargamento degli orizzonti verso le indie occidentali, nel paniere dell’amante perfetto finirono anche pomodori, patate, peperoncini, cacao…..l’estrema rarità del cibo lo rende ancor più stimolante!
La sessualità settecentesca aggiunse alcol, corteccia di china, assenzio, noce moscata, cannella e vaniglia…..quella ottocentesca uova, pesce e formaggi.
A cui si aggiunsero in seguito vino, ginseng, fave, aglio e pepe.
Ecco bell’è pronta la lista della spesa per l’amante perfetta.
Con uno spazzolino morbido grattare via dai lussuosi tuberi ogni traccia del terriccio in cui erano celati…..(è consigliabile eseguire sotto un filo di acqua corrente, e subito dopo asciugare perfettamente, il sole è un ottimo mezzo, anche se meno poetici phon sono altrettanto utili)….
Se non si intende consumare subito, si consiglia di porli in un largo vaso a chiusura ermetica, seppelliti sotto del riso, che non solo provvederà a conservarli, ma si impossesserà dell’acuta fragranza che rilascerà tutta nel piatto quando verrà cucinato con i porcini….
Una sensuale scrittrice sudamericana definisce gli afrodisiaci “qualsiasi sostanza che pungola il desiderio amoroso che per la maggior parte funzionano grazie all’impulso dell’immaginazione”
L’uovo dell’amore
Prendere un tegamino in coccio, porlo sul fuoco con una noce, anzi due, abbondare, di burro……
La signora ha perfettamente ragione.... confesso che degli uomini che sono passati nella mia vita ricordo, oltre che l’odore della pelle, il sapore dei baci, le fragranze dei loro indumenti, i loro sussurri….anche attraverso quel piacere carnale più intenso, goduto senza fretta seduti ad un tavolo imbandito di leccornie, o meglio, fra le coltri, un cesto zeppo di spizzicorie da mangiare on fingers, un solo bicchiere che si unge sempre più ed una ottima bottiglia freddissima……”non posso separare l’erotismo dal cibo, e non vedo nessun buon motivo per farlo”.
Appena il burro si sarà liquefatto completamente, rompervi dentro un paio di uova freschissime, coprire e far velocemente apprendere l’albume….
In fondo una congiura degli aromi è sempre in agguato, sia che siano umani, sia commestibili.
Il piacere di strofinare fra le mani freschi ramoscelli di menta, o rosmarino, o quant’altro si riesca a reperire nel proprio giardino, e accarezzare le tempie dell’amato…..
Appena rappreso l’albume, spegnere il fuoco ‘che il tuorlo resti liquido….e nascondere le uova sotto un’abbondante strato di scaglie sottilissime di tartufo...
Non è forse vero che il motore del creato è un ininterrotto processo di gola e lussuria? La prima ci sostiene, la seconda ci moltiplica……..
A proposito dei vizi….
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A cosa posso pensare in una calda giornata di luglio, prigioniera in ufficio, avendo come unica alternativa all’afa, non mari caraibici, ma aprire le finestre per far scivolare nella stanza uno stanco alito di vento e ritrovarmi nelle orecchie le pale di un elicottero che decolla….tale è il rumore proveniente da un parallelepipedo piazzato sotto le mie finestre, avente come scopo secondario, il primo è quello di incrementare gli introiti dell’Amplifon, di produrre aria fredda e pomparla in questo edificio….
Dicevo …..a cosa posso pensare per estraniare la mia mente e le mie orecchie dal decollo?
All’unica cosa che in estate si amplifica in maniera esponenziale: il vizio, i vizi capitali per intenderci….
Nessuna stagione come la calda estate ci induce in superbia – ira – invidia – accidia – gola e lussuria.
L’unica a restare fuori da questa pandemia, forse, è l’avarizia….vizio indifferente alle previsioni metereologiche , vizio quattro stagioni, oltrechè vizio-annulla-vizi: come si fa a mostrare superbia, a godere della lussuria, ad abbandonarsi alla gola, perder tempo con l’ira e invidiare se stessi, quando si è avari.
Essere avari, in fondo, non ha solo una ricaduta economico-finanziaria: si è avari nei desideri, nei sentimenti, non a caso un vecchio adagio popolare recita “l’avarizia fa stentare gli altri vizi”.
Quando penso all’avarizia mi viene in mente la stitichezza: avranno qualcosa in comune un avaro e uno stitico? E infine, Kant….la sua avarizia emozionale è diventata un capisaldo della filosofia moderna….” Quello non si fa…quello non si dice….quello non si pensa”. Insomma: il simbolo del virtuoso.
E siccome a noi non ci piacciono i virtuosi, non tratteremo degli avari.
La superbia? Essere o avere? Avere per mostrare…la superbia del terzo millennio è diventata tutto un mostrare ciò che si possiede. L’ostentazione di ricchezza ha sostituito l’ostentazione del sapere…le cose si spendono in giro, la cultura non necessita. Mostrare sicurezza attraverso l’auto, la moto, la barca, il rolex, per nascondere di essere in realtà un mediocre….e l’estate la superbia si scatena….una montagna di mentecatti s’aggira sfilando notte e dì….e siccome a noi non piacciono i mentecatti, non tratteremo dei superbi.
L’ira? “ Chiunque può arrabbiarsi: questo è facile. Ma arrabbiarsi con la persona giusta, e nel grado giusto, ed al momento giusto, e per lo scopo giusto, e nel modo giusto: questo non è nelle possibilità di chiunque e non è facile” (Aristotele).
Oltre quella descritta da Aristotele (rarissima) resta l’imbecillità umana che si infiamma per ogni scemenza.
E siccome a noi non piacciono gli imbecilli, non tratteremo dell’ira.
L’invidia? “La nostra invidia dura sempre più a lungo della felicità di quelli che invidiamo” de
Eppoi, diciamocelo, gli invidiosi sono parenti stretti dei cattivi….e siccome a noi non piacciono i cattivi, non tratteremo dell’invidia.
L’accidia? Diciamo che l’accidia, nel suo significato aulico….indugiare voluttuosamente nell’ozium, quello nemico del negozium,… sarà il mezzo grazie al quale ci accingiamo all’esplorazione viziosa e con essa andremo a riscoprire, attraverso una visita guidata nel tempo, i piaceri intellettuali della gola e della lussuria, e al frutto del loro accoppiamento:l’afrodisiaco.
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