
Trovarsi, finalmente, ad avere tempo per risistemare quei fazzoletti di terra nella nostra mente ed accingersi a trasformarli in “orti”. Piccoli francobolli di terra, cinti da muretti in pietra, che vanno ripuliti, arati, concimati, seminati, irrigati per giungere, infine, a godersi brevi o lunghe passeggiate tra “pensieri”: frutti preziosi di questi “orti”.
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A nulla servon gli anni,
le gioie e le sconfitte,
pensiero volgare non muore,
si perde e ritorna.
Col preoccupante silenzio d'attesa,
col tempo per strada
ed inquietudine per compagna.
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In un angolo del gazebo, fra le foglie del gelsomino, s’è annidato un nuovo gruppo di usurpatori del mio territorio….una famigliola di api.

Ogni giorno arriva l'okkupazione di un nuovo gruppo etnico!
Un’altra regina, corredata come s’addice a cotanto rango, di api operaie, api nutrici, api magazziniere, api architette, api ventilatrici, api guardiane, api bottinatrici….un vero e proprio gineceo, da far arrossire per povertà di specializzazioni le miticheAmazzoni.
E poi i maschietti, che fanno i fuchi.
Solo quello è demandato loro, e non mi pare che si debbano lamentare troppo, visto che le incombenze più faticose e niente affatto lussuriose sono demandate esclusivamente alle femmine, compresa quella di deporre le uova, compito regale.
E altrettanto regale è il compito di separare le uova prima di deporle, cellette per i futuri gaudenti e cellette per le future lavoratrici.
Vero è che per fecondare la regina ci rimettono la pelle….e che sarà mai! Passare dalla petit mort alla grand mort in fondo è anche il sogno di qualche fuco sapiens…..
Ma come mai ho iniziato questo sproloquio sulle api?
Ah, sì….ho letto oggi una notizia che m’ha divertito e che mi ha fatto capire di come la vita di una femmina stia diventando ogni giorno più difficile, a prescindere dalla specie di appartenenza.
Pare che questi scimuniti di fuchi, anche loro ahimè, siano ottenebrati da profumi seducenti e stranieri, che li affascinano, una sorta di attrazione esotica per specie appartenenti a mondi lontani.
Questo effluvio è talmente potente da far “sbavare” ‘sti maschi, al punto che loro si precipitano in direzione del richiamo odoroso per accoppiarsi.
Il risultato di questo "andare dove ti porta il naso" è che nella metà dei casi il fuco preferisce il profumo “altro” al rassicurante odore dell’ape della “porta accanto”.
Peccato che tali seduzioni non provengano da una specie straniera di api, ma dall’odore intenso di alcune orchidee…..
Il risultato di accoppiamenti (!?!)fra specie diverse fra loro, come sono quella vegetale e quella animale, non è ancora noto.
Certo è che se continuano con questa mania dell’esotico, fra non molto saranno destinati a rimboccarsi le ali e a fare da operai, da magazzinieri, da architetti, da ventilatori….guardiani e quant’altro deputato sin ora alle femmine.
Perché gli idioti, tanto presi a lasciarsi condurre dal “naso” hanno dimenticato che solo le uova fecondate da loro diventeranno femmine, quindi forza lavoro, quelle che si depone per fatti suoi la regina, nelle solitarie notti nel favo reale, fuchetti, e pure scemetti.
....della sostanza del desiderio....

mentre mi attardavo a rimirare l'ultimo fiore di magnolia sopravvissuto alle piogge degli ultimi giorni, mi sono interrogata sulla sostanza del desiderio....
da cosa nasce questo nostro desiderio? desiderare un corpo estraneo al nostro, desiderare di carpirne le emozioni, i piaceri più reconditi.....

la rosa canina timidamente si sveglia a questa primavera ritardataria....
desideriamo carpire emozioni e piaceri che non ci appartengono, che sospettiamo o che speriamo siano nascoste nel corpo dell'altro, per poterne finalmente provare e per farle nostre, come in una sorta di saccheggiamento dell'altrui animo?

sono riuscita finalmente a scoprire di colore sia la rosa che dallo scorso anno, triste e desolata, era silente in un angolo del giardino.....
o desideriamo che l'altrui corpo riesca a scovare nel nostro quelle emozioni che non riusciamo a stanare da soli, che sospettiamo esistere nascoste in qualche piega della nostra mente, che ci illudiamo di possedere e crediamo di poterle vivere passando attraverso le altrui emozioni?

questa multifolie è una delle eredità della nonna....
in definitiva, il desiderio che proviamo, è un moto esplorativo del nostro animo o è un volersi a tutti i costi appropriare di emozioni che non ci appartengono e, in quanto a noi sconosciute, non ci sono consone?
Ed infine, questo desiderio che ci prende sino a toglierci il fiato, è bene soddisfarlo, pur sapendo che non conoscendone i moti che ci inducono a tale impulso, la soddisfazione potrebbe estinguerlo, o meglio, conservarlo, seppur con il rischio che il continuo accrescimento di esso ci tiene in perenne stato di tensione che rischia di esploderci nella mente?
.....dal giardino delle fate.
Nonostante il diluvio degli ultimi giorni, le fate son tornate…….
La notte scorsa una danza luminosa ha attratto la mia attenzione.
Le fate sono tornate a danzare nel mio giardino…..
Le evanescenti lucine che chiamano lucciole.

A proposito di lucciole:
il lucciolo svolazza lampeggiando, un bagliore ogni cinque secondi, la lucciola, ben ferma sul prato, risponde con un ritardo di circa di due secondi.
Poco, rispetto alla femmina homo, ma tant’è, hanno un senso del tempo ben diverso, e giustamente, visto che la loro vita dura il tempo di un’estate.
Ma breve o lunga che sia la loro vita, la femmina sa che deve farsi desiderare, se vuol fornire al maschio il giusto stimolo per l’accoppiamento.
....mentre trascorrevo l'intero pomeriggio a cercare di salvare il salvabile da quel pantano gracidante che è divenuto il "giardino delle fate" mi è tornata in mente la favola del Principe ranocchio.....
La sua vita trascorreva regolare. Precisa. Metodica.
Ogni pomeriggio, alzatosi dal letto e vestitosi alla meglio, percorreva la lunga discesa che da casa sua portava al centro della città e raggiungeva il piccolo bar a metà della ottocentesca galleria dai grandi lampioni, affollatissima nei giorni di pioggia. Si sedeva e, sorseggiando qualche bicchiere di vino, guardava muto il paesaggio, prima scarso, poi sempre più vivace, poi digradante fino a diventare nullo, o monopolio dei pochi scalcinati guardiani notturni.
La sua giornata si concludeva solo quando una qualunque persona, nota o sconosciuta, gli offriva l'occasione di non percorrere a piedi quella discesa che ogni notte si tramutava in salita. E, in vita sua, non era mai tornato a casa a piedi.
Quel giorno, però, sentì presto nell'aria una sorta di eccitazione che tendeva a coinvolgerlo. Cosa mai successa in precedenza. Una sorta di luce cresceva nel suo sguardo andando a cadere, inefficace, sulla frettolosa distrazione della gente.
Una giovane donna rese però incandescenti i suoi occhi. Era una ragazza non bella, non brutta, formosa. Calzava un paio di sandali aperti che mettevano in evidenza le dita del piede eccezionalmente lunghe e mobili, quasi prensili. Il movimento del passo faceva affiorare la muscolatura discreta delle gambe nude che scomparivano sopra il ginocchio, avvolte in un vestito a righe, di maglia di filo, piuttosto attillato.
La ragazza si fermò proprio dalla parte opposta al bar per guardare una vetrina. La nuova posizione mise in evidenza la sua parte migliore. Gli occhi dell'osservatore diventarono in quel momento tatto e olfatto. Sentì quanto liscia era quella pelle, soffice e tesa. Ne avvertì l'odore acre e gentile, non tradito da alcun deodorante o profumo. E quando l'occhio tornò alla sua funzione naturale, egli si accorse di un particolare che lo sconvolse: il vestito attillato non rivelava alcun segno di mutandine.
Una forza improvvisa crebbe prepotente tra le sue gambe e lo costrinse ad alzarsi. Lentamente.
Attraversò la galleria a passi misurati, a ciascuno dei quali la mano destra faceva corrispondere l'apertura di un bottone. Quando le fu alle spalle inspirò profondamente. Liberò dalla costrizione della tela il suo membro eretto, finalmente, dopo tanto tempo di abbandono ed inattività.
Lo lasciò libero ed in un attimo le sue mani furono sul vestito che, con rapidità e delicatezza al tempo stesso, fu sollevato a permettere un affondo in quel meraviglioso solco intergluteo.
Ma se veloci furono i suoi gesti, tanto più repentine furono le sue parole.
Appoggiò il mento alla nuca della ragazza e le sussurrò, scandendo "Signorina, sono un principe. Se si volta e mi guarda sarò trasformato in un ranocchio".

...se continua di questo passo, questo il futuro del Giardino delle Fate!.....
il Giardino delle Fate è ufficialmente aperto......

















....anche se le piogge di questi giorni stanno tentando di mutarlo nel Giardino delle Rane........
Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro......
Tornata fresca fresca da una settimana fitta fitta di giardinaggio scopro che una nuova querelle tiene campo fra Codacons, Grillo e Speciale ( tutti d'accordo, stavolta).
Impedire che si possano sapere i redditi dichiarati da tutti coloro che non essendo dipendenti a reddito fisso possono allegramente dedicarsi all'italico passa tempo di evadere.....
Ho consultato Repubblica e Corriere e ho scoperto che nel primo il 68% contro il 29% desidera che si possano consultare le dichiarazioni dei redditi. nel secondo il 56% contro il 43%.
Stante che i due sondaggi non hanno valore statistico, vero.... ma mi pare che larga parte degli italiani hanno voglia di sapere come mai persone a noi vicine, apparentemente nulla facenti, professionisti a cui non riesci a strappare una fattura neanche se richiesta con un arma alla mano, commercianti che piangono miseria ad ogni "piè sospinto", si permettono un tenore di vita che un dipendente a reddito fisso può solo sognare.
Mi pare che sia arrivata l'ora di svergognare gli evasori e usare lo strumento dell'ignominia per costringere la folla dei riottosi a comportarsi da cittadini seri, gli stessi che sono i primi a strillare come aquile ad ogni piè spinto ogni qualvolta qualche settore del pubblico non funziona a dovere, vedi sanità, scuola, trasporti e via cantando.
Che sia arrivata anche per gli abitanti dello stivale l'ora di allinearsi con il resto del mondo civile?
Signor Codacons, non mi pare di averLa autorizzata a promuovere, per mio conto, azioni legali tendenti al risarcimento. Quindi la smetta di ciurlare nel manico e si occupi di cose ben più serie, grazie.
Tu che dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola......
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